Panissa (incipit di Margherita Oggero)
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Un’altra, me n’è arrivata un’altra. Ma come si fa a dire di no a Sybil, che mi ha ospitato per un anno intero a Londra, gratis o quasi? Solo che le amiche che mi manda sono sempre delle frane, piene di manie o di fobie, delle rompiglione di prima classe o troppo depresse o troppo euforiche. Questa qui è finlandese, alta bionda e sottile sottile, del genere un cucchiaino di yogurt e due foglie di lattuga. E invece di avere un nome finlandese, si chiama pure Cassandra, che è un nome da sfigata. Mi sa che si mette male.
Adesso siamo al ristorante, cioè in trattoria, perché -Cassandra o non Cassandra- non posso fare la figura del truzzo e poi sono le nove di sera e io ho fame. Lei non so ma io il gesto l’ho fatto.
La padrona porta il menu, lei lo studia come se ci capisse qualcosa, punta il dito su una riga poi su un’altra e dice: “This and this”. Il primo this è panissa, il secondo gnocchi al gorgonzola. Ci sarà da ridere.
Sembra sentirsi a suo agio, anche se con quel vestitino, “ino” in lunghezza e in trasparenza, forse sarebbe stato meglio portarla in qualche locale alla moda. Va beh, si accontenta, più di così non posso.
“Sai, Alffffio, io spero panissa buona come quella di mia nonna”
Per poco non mi soffoco con il vino: “Conosci la panissa?”
“Sì, my granny di Piemonte. Lei ha sempre preparato noi piatti di qua”
Questa non me l’aspettavo: “Allora, Cassandra, cosa fai qui in Italia?” devo ammettere che quegli occhietti grigioazzurri non sono poi così smunti. “Well, mia nonna morta, darling, and io avuto sue cose… how do you say? … memories, diario, lettere… and so, io letto storie quando lei vivere qui…”
Che fatica.. che fatica per lei parlare e che fatica per me distogliere gli occhi da questa rannocchietta esile. Una spilungona con la faccia piccola piccola, malinconica; si muove con la grazia di una modella, ma ha l’espressione di Ranatan. Mah… e adesso mi parla della nonna piemontese e della sua giovinezza. Sybil, Sybil che mi combini?
“Alfffio, tutto ok?”, devo aver assunto quell’espressione da pesce lesso che ho quando mi perdo nei miei pensieri: “Sì sì, scusa, pensavo a tua nonna. Mi spiace che sia morta”
“Oh, thanks… era molto cara my granny. Buona… I miss her… io volere vedere sua casa di bambina, sua città, sua gente ecco… trovare suoi amici, I think…”
No, una carrambata no! Lo sapevo io che c’era il tranello anche questa volta. Meglio persuaderla subito: “Mi spiace Cassandra, ma sarà difficile trovare qualcuno…. Insomma, tua nonna è andata via tanti anni fa e…” “I know, but she… lei scrivere sempre a suo amico qui… Giuseppe… ho qui lettere… ecco… ultima di due mesi fa… io .. io non detto Giuseppe di morte nonna, trovato lettere solo pochi giorni fa…”
E’ vero, le lettere sono recenti. Il timbro postale è di Vercelli e c’è anche l’indirizzo. Insomma, non sembra un’impresa così difficile in fondo.
“Perché non hai scritto a questo Giuseppe e sei venuta fin qui?”
“Ehm… io letto tutte lettere… dal 1946… tante… nonna e Giuseppe, ecco… lovers… nessuno in famiglia sapere, solo io letto tutto. Oh.. Giuseppe amare tanto my granny… tanto tanto.. io non potere scrivere lui che lei morta. Io dovere vedere lui…Do you understand me?”
Capisco, capisco. E brava la nonna!
Ecco, adesso ci portano da mangiare: ho proprio una gran fame. Sta storia di Giuseppe e della nonna mi intriga. Quasi sessant’anni di corrispondenza clandestina a migliaia di chilometri di distanza. Chissà se si sono incontrati qualche volta in tutto quel tempo. E cosa si raccontavano? Mamma mia, io fatico a tenere in piedi una conversazione al secondo mese di frequentazione, che ormai non hai più niente da dirti, e quei due si sono scritti per decenni!
“Alfffio…”… Ranatan, e le rane nello stagnooo.. “Sì..?”
“Well, Sybil vuole molto bene te.. parla sempre Alfffio buono …” eh lo so io, buono e fesso! “Ecco, lei detto me che tu aiutare per trovare Giuseppe. Indirizzo c’è, devi solo portare da lui… if you can…”
Posso? Sì che posso, tutto si può. Sì, ranetta, ti aiuto, per il tuo bel corpo e per il tuo muso imbronciato.
“Certo, non ci sono problemi. Ti porto volentieri. Però penso che prima dovremmo chiamare questo Giuseppe. Insomma, sapere se c’è….”
“Oooooh Alfffio! Sybil dire vero, tu così buono! Thank you thank you! Grazie!” Prego. E ora basta che mi commuovo e arrossisco e non sta bene.
“Alfffio…”
“Yes…”
“Well, io spero non disturbare te in questi giorni… Ehm, tu avere donna in casa…” Già, che bella novità una donna in casa! Non ci sono più abituato. “Non ti preoccupare, nessun disturbo!”
“Beh, non è che tuo uomo dispiacere?”
“Chiiiii?!?”
“Tuo uomo, boyfriend… Sybil detto me che tu gay… tanto buono…”
Questo è il colmo! Ecco perché non ci stava.. e mi ha mandato tutte quelle sue amiche. Eh certo, con me stavano tranquille! Uomo buono uomo gay! Ma guarda tu cosa mi tocca sentire…
“No no, Cassandra, senti.. io non sono gay. A me piacciono le donne: le d-o-n-n-e… capisci? Sybil scherzava…”
“Alfffio, non vergognare.. cosa bella se tu innamorato…”
“No! Ascolta: Alfffio non innamorato di uomini! Neanche di donna ora, ma non sono gay! Sybil…”
“Scusa, Alfffio, io non capire… lei detto che tu gay, sembrava sicura…”
Povero me, povero me! Ecco cosa capita a fare il ragazzo per bene, rispettoso e a modo. Dovrei dimostrarlo che sono uomo, qui adesso davanti a tutti…
“Cassandra, è meglio che mangiamo prima che si raffreddi…”
“Sei arrabbiato…?”
“No, non è colpa tua. Con Sybil ci parlerò domani… Allora, la panissa è buona come quella di tua nonna?”
“Mmmmh, yes! Buona! Sai, Giuseppe in sua lettera di anni fa dire che panissa di mia nonna ottima e lui mancare…”
“Ma si sono mai incontrati in questi anni?” sono troppo curioso. “Well, Alfffio, io non sapere.. lettere no parlare di visite…”
“Lo scopriremo.. lo scoprirai domani…”
“Domani? Tomorrow?! Andiamo da Giuseppe presto?”
“Sì, beh pensavo avessi fretta…”
“Oh yes! Sì sì… grazie!.... proprio vero tu buono buono!”
“Ma non gay!”
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